Quando alcuni dei lettori del nostro blog mi hanno chiesto di trattare il tema della blockchain, confesso che mi sono tremate un po’ le gambe. Sono appassionato di cryptocurrencies e ho seguito lo sviluppo della blockchain nel corso degli ultimi anni, ma non avevo sufficienti competenze per scrivere un articolo. Così, mi sono rimboccato le maniche e mi sono tuffato nella ricerca: vi va di scoprire cosa ho imparato?

Che cos’è la Blockchain?

Partiamo dalle basi: se vi chiedessi di definire “blockchain”, cosa mi rispondereste? Scomponiamo la parola: abbiamo “block”, che possiamo tradurre con un semplice blocco in italiano; poi “chain”, catena. Una curiosità che può aiutarci a fare un passo avanti: il significato tradizionale del termine inglese era anticamente utilizzato come sinonimo di “drive chain”, ossia catena di trasmissione. Quella della bicicletta per intenderci.

La blockchain di cui tutti sentiamo parlare oggi è proprio questo: una serie di blocchi che, ogni giorno, ogni istante, aumentano di numero e, rafforzandosi l’un l’altro, creano una struttura solida ed efficiente. Questa catena però è decentralizzata: non esiste cioè un’autorità centrale, più forte di ogni singolo blocco, che ne certifica resistenza e valore. Sono i blocchi stessi (nel nostro caso identificati come transazioni di qualsiasi bene di valore, materiale o immateriale) che si certificano l’un l’altro, creando una catena sempre più vasta e sempre più resistente.

Gli Albori: la Blockchain e le Cryptocurrencies

Ai suoi inizi, la blockchain svolgeva il compito di tracciare tutte le transazioni relative ai Bitcoin. In poche parole, fungeva da libro contabile decentralizzato: ad ogni nuova transazione corrispondeva la creazione di un nuovo blocco della catena, certificato non da un ente centrale (ad esempio, una banca) ma da un network di utenti senza alcun speciale privilegio.

Curiosità: nonostante il termine si sia diffuso solo di recente, la prima implementazione risale al 2009, poco più di 8 anni fa. Non è un caso che il picco di diffusione del concetto di blockchain sia avvenuto con l’esplosione delle cryptocurrencies nel corso dell’ultimo anno.

I Punti di Forza

Perché la blockchain è considerata un’invenzione così rivoluzionaria? Proviamo a toccare i punti principali che la rendono una scoperta degna di essere scoperta:

1) Integrità dei dati: in un mondo in cui non esiste un’autorità centrale che certifica le transazioni, non esistono manomissioni o fraintendimenti; uno smart contract incastonato nella blockchain è riconosciuto da un network di peer come indiscutibilmente valido. La distribuzione della conoscenza rende l’informazione comune e, di conseguenza, non opinabile. Un esempio: qualcuno può sollevare dei dubbi sul fatto che l’Italia non partecipi ai prossimi Mondiali?

2) Protezione dell’infrastruttura: con il maturare di Internet e delle nuove tecnologie, nascono anche nuovi pericoli; non a caso, gli attacchi hacker si stanno facendo sempre più violenti e difficili da prevenire (se ci sei, Uber, batti un colpo!). In molti attacchi, come l’attacco DDoS dell’anno scorso che ha colpito decine di colossi americani (fra cui Twitter, Netflix e PayPal), l’obiettivo è stata un’autorità centrale, in questo caso il provider DNS. Facciamo un parallelo: per togliere elettricità ad un paese, basterebbe colpire in modo mirato le poche strutture che producono la stragrande maggioranza dell’energia. Se invece ogni casa producesse la sua energia con pannelli fotovoltaici posizionati sul tetto dell’abitazione, togliere l’energia anche solo ad una via di un centro abitato, diventerebbe virtualmente impossibile.

3) Protezione dell’identità: questo discorso si allaccia a quello sopra. Distribuendo le informazioni e certificando l’identità di ogni singolo utente in modo decentralizzato, sarebbe così virtualmente impossibile per un hacker falsificare la propria identità ed appropriarsi dei codici per accedere ad un servizio online. Il mantra: no autorità centrale = no bersaglio da colpire.

Si potrebbero trattare molte altre dinamiche e, volutamente, non apro il capitolo dello scetticismo verso la blockchain. Vi basti sapere che l’ultimo punto, tradotto in soldoni, significa: basta passwords! Ovviamente, non domani, né il prossimo mese; ma i tempi del “La tua password è troppo vecchia, sei pregato di cambiarla” finiranno, così come finiscono tutte le più belle avventure.

Il Futuro della Blockchain

Immagino che nella vostra mente si stiano formando idee su come sfruttare un sistema del genere. Tantissime persone si stanno approcciando al mondo della blockchain e c’è ancora molto da scoprire e creare. Vediamo alcune delle applicazioni sviluppate più di recente.

1) Education: basta ai libretti con i voti, le firme falsificate, i ministri che millantano titoli mai acquisiti. Crediti formativi decentralizzati su blockchain: non falsificabili e verificabili in pochi click.

2) Elezioni e votazioni: come sopra, si può utilizzare la blockchain per registrare i voti per qualsiasi elezione, verificando nel contempo l’identità dell’utente. Non siete stanchi di guardare le maratone di Mentana? E vogliamo parlare delle matite cancellabili e delle urla allo scandalo per i brogli elettorali?

3) Diritti d’autore: e se fosse la blockchain la soluzione per porre fine al fenomeno della pirateria? Qualsiasi opera d’arte potrebbe essere distribuita sulla blockchain, rendendo virtualmente impossibile agli utenti accedervi e “rubarla” senza che nessuno lo venga a sapere.

4) Registri pubblici: alcuni stati degli USA stanno iniziando a muoversi per applicare la blockchain ad ogni aspetto della gestione pubblica. Niente più registri cartacei, né infrastrutture informatiche pesanti ed antiquate (che diventano inevitabilmente un enorme rischio per la sicurezza).

E attenzione, questa è solo la punta dell’iceberg! Da una semplice ricerca online, si possono trovare migliaia di startup che, da ogni angolo del globo, stanno utilizzando la blockchain per ridisegnare interi settori economici.

Satoshi Nakamoto

Capisco che il concetto della blockchain è molto innovativo, molto lontano dal nostro modo di intendere i termini autorità, certificare, sicurezza. Per capirne la portata, bisogna fare un salto mentale in una dimensione ancora sconosciuta ai più.

  

Vi lascio con le parole che il mitologico fondatore dei Bitcoin e della blockchain, Satoshi Nakamoto, rivolse ad un utente che protestava contro la sua visione, completamente fuori dagli schemi tradizionali:

Se non ci credi o non lo capisci, mi dispiace ma non ho il tempo di cercare di convincerti.

Abbracciate e il cambiamento e, perlomeno, informatevi sulla blockchain. C’è chi dice che cambierà per sempre la nostra vita, chi invece non crede che questa tecnologia possa cambiare le cose più di tanto. In ogni caso, fa sempre bene scoprire cose nuove e la blockchain, credetemi, è un’infinita galassia da esplorare.