28 luglio 2017

Le app mobile non servono più. In un mondo in cui ci avviciniamo ai 5 miliardi di persone che utilizzano un dispositivo mobile e spendono l’86% del loro tempo in app (mentre solo il 14% in browser), incontro persone che sono fermamente convinte. “Volevamo sviluppare un app, ma il mercato non le richiede più,” mi dicono, “non sappiamo più come fare, non ne vedono l’utilità!“.

Il Nostro Ruolo

C’era una volta il sito web. Tutti dovevano averne uno, al più presto: era il canale attraverso cui si generava più business in assoluto, lo dicevano tutti. E allora di corsa a creare il proprio sito, “bello, mi raccomando: moderno, colorato!“.

Le aziende sono fatte di persone e queste persone non sono perfette. Sono un impasto di impulsi, incertezze, sogni. Soprattutto al giorno d’oggi, facciamo tutti fatica a leggere il mondo che ci circonda; è troppo veloce, troppo imprevedibile.

Dati Sulle App Mobile

Secondo Statista, nel corso del 2016, sono state scaricate circa 150 miliardi di app mobile. Un numero esorbitante, da capogiro, che aumenterà del 135% nei prossimi 4 anni. Sono 26 applicazioni scaricate per ogni essere umano vivente, contando anche i neonati e gli ultra-centenari. Alla luce di questi dati, come possiamo dire che le app mobile non sono più richieste?

Il Problema

Abbiamo intervistato alcuni nostri clienti e partner per capire meglio quale fosse la loro visione del mondo mobile. Il dato più chiaro, su cui quasi tutti si sono espressi in modo unanime, è quello riguardante l’utilità di un’app mobile. Dopo una prima ondata di entusiasmo, che ha portato un grande numero di aziende ed entità di vario genere a creare un’applicazione “perché ce l’hanno tutti, dobbiamo averla anche noi“, il meccanismo si è inceppato.

Così come per il web, non ha più senso creare un’app mobile soltanto per avere una semplice presenza online. Dobbiamo pensare questi tool come strumenti di marketing: devono soddisfare una reale necessità del visitatore.

  • Hai un negozio? Il visitatore deve sicuramente raccogliere informazioni sul tuo prodotto e, possibilmente, poterlo acquistare.
  • Sei uno psicologo? Chi arriva sul tuo sito vorrà più informazioni su di te, sulle tue qualifiche e, solo allora, potrà essere pronto a prenotare una sessione con te.
  • Hai un’azienda? Qui sorge il problema. Un’azienda è tutto e niente, non è una definizione chiara e precisa.

Guarda l’Obiettivo

Se prima, invece di psicologo, ti avessi detto “libero professionista“, mi avresti chiesto di specificare meglio, per capire quali sono il mio target e il mio obiettivo. Se ti avessi detto che progetto giardini, non mi avresti consigliato di parlare delle mie qualifiche, ma piuttosto di mostrare foto di lavori già effettuati.

Chi pensa di poter vendere un’applicazione ad un’azienda soltanto perché oggi l’app mobile è indispensabile ha già perso la sua battaglia. Perché oggi niente è più indispensabile.

L’Esperimento

Ti sfido a cambiare il tuo modo di vedere l’app mobile. Io ho provato a fare questo: mentre, in passato, lo intendevo come un tool per svolgere determinate funzioni, oggi considero l’applicazione un asset digitale, che fa parte di una strategia più ampia.

Le più grandi rivoluzioni sono partite da un cambio di mentalità. Quando iniziamo a guardare le cose in modo diverso, scopriamo possibilità che prima ci erano sconosciute.

E allora ti lascio con una domanda: in quali situazioni ti trovi quando utilizzi più spesso il tuo smartphone? Comincia da lì, dalla fine del sentiero e, ripercorrendolo a ritroso, scoprirai che l’app mobile più utile non è ancora stata inventata.

Ti va di condividere con me le prime 3 situazioni che ti sono venute in mente? Scrivimi due righe: fabio.selmi@mumbleideas.it

 

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